SdS CQ (College Quarterly) Quarto Trimestre 2017 – 06

Lezione 6

4 – 10 novembre

Adamo e Gesù

«Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, mediante il quale abbiamo anche avuto, per la fede, l’accesso a questa grazia nella quale stiamo fermi; e ci gloriamo nella speranza della gloria di Dio». (Romani 5:1-2)

Sabato 4 novembre

INTRODUZIONE

Sei troppo cattivo per Dio?

di Karen N. Campbell, Wolverhampton, Regno Unito

Romani 5

A volte ho visto l’adesivo da auto, «Niente Gesù, Niente pace / Conosci Gesù, Conosci la pace». Mi ricorda che la comunità cristiana è molto fortunata. Molte persone stanno cercando e desiderano la pace. Ma come raccomanda l’adesivo, se non conosci Gesù come tuo salvatore, la pace è una cosa sfuggente.

Mentre lo Spirito Santo ci rivela il nostro stato di peccato, avviene un cambiamento miracoloso nella persona che crede veramente. È giustificata per fede attraverso Gesù Cristo. La giustificazione porta via la colpa del nostro peccato. Permette alla persona pace con Dio. I nostri cuori sono sicuri; non c’è bisogno di provare che siamo degni dell’amore di Dio; piuttosto, siamo fiduciosi che siamo amici di Dio, e la porta di accesso a Dio è permanentemente aperta per noi. Sapere che non siamo sottoposti a una «scheda di valutazione» e che il conto è saldato in Gesù è molto liberatorio. In pratica, siamo liberi di passare più tempo lodando Dio e meno tempo odiando noi stessi.

Siamo in grado di ricevere la grazia di Dio. La grazia ci mette in una posizione molto favorevole davanti a Dio. Paolo ci informa che «dove il peccato è abbondato, la grazia è sovrabbondata» (Romani 5:20). Quindi nessuna persona è troppo cattiva per Dio, perché egli ha provveduto con la morte altruistica di suo figlio Gesù Cristo al perdono dei nostri peccati.

Recentemente sono andata a una cerimonia di premiazione sportiva alla scuola di mio nipote. Sua madre aveva acquistato il biglietto in anticipo in modo che potessi avere accesso alla cerimonia. Allo stesso modo la nostra fede è come quel biglietto; la nostra fede è ciò che ci garantisce l’accesso a Dio. Mentre è vero che la nostra ammissione è stata pagata da Gesù, ci serve ancora la fede come pass di entrata al Padre. Affidandoci fermamente a Gesù, siamo giustificati attraverso la fede e abbiamo pace in Dio. La nostra fede è il canale attraverso cui avviene la giustificazione.

Juli Camarin, nel suo commentario su Romani 5, ci informa che Paolo «inizia ricordandoci diverse cose importanti. Per prima cosa siamo stati giustificati per fede, e a causa di ciò, abbiamo pace con Dio. La nostra giustificazione e la pace che ne risulta viene solo credendo in Gesù, quando ci affidiamo totalmente a lui, allora ci troviamo in grazia davanti a Dio, che è un posto di favore e misericordia. Sapere che questa è la nostra posizione davanti a Dio, ci porta la speranza di vedere il suo ritorno molto presto. Questa speranza ci dà la forza di vivere una vita degna di lui. Oggi, lodo Dio che ha fatto tutto questo basandosi solo sul suo amore per noi. Abbiamo un futuro brillante perché siamo chiamati i figli di Dio».[1]

[1] Juli Camarin, «Hoping in the Glory of God—Romans 5:2», JCBlog (blog), 20 luglio 2009, http://www.jcblog.net/romans/5/244-romans-52-hoping-in-the-glory-of-god.

Domenica 5 novembre

EVIDENZA

Adamo e Gesù

di Mark Langston, Wolverhampton, Regno Unito

Giovanni 8:3–11; Romani 3:23, 24

Ellen G. White scrisse, «Cos’è la giustificazione per fede? È l’opera di Dio che posa la gloria dell’uomo nella polvere, e fa per l’uomo ciò che egli non può fare per sé stesso. Quando gli uomini vedono la propria insignificanza, essi sono pronti a essere rivestiti con la giustizia di Cristo».[1]

Scrisse anche, «La giustificazione è l’opposto della condanna. La misericordia infinita di Dio è esercitata verso coloro che non ne sono degni. . . . Attraverso la fede in Cristo, il trasgressore colpevole è portato nel favore di Dio e nella forte speranza della vita eterna».[2] Non possiamo guadagnare la giustificazione; è un dono gratuito ricevuto attraverso la fede (Romani 3:24). Avendo ricevuto la giustificazione, essendo resi giusti, dobbiamo vivere secondo la fede (Romani 1:17). Dobbiamo vivere una vita diretta dalla sua Parola (Matteo 4:4), nella sua forza (Filippesi 4:13). Questa è la giustificazione in senso pratico. Perché scegliamo di seguire l’Agnello? Perché lo amiamo (Giovanni 14:15). Perché lo amiamo? Perché apprezziamo cosa ha a che fare con la giustificazione, vale a dire la croce del Calvario. Lo amiamo perché ci ha amato per primo, e mostra il suo amore per noi nel fatto che mentre eravamo ancora peccatori, ha mandato suo Figlio a morire per noi (Giovanni 3:16; Romani 5:8; 1 Giovanni 4:19).

Esploriamo ulteriormente il «come fare» della giustificazione per fede, tenendo a mente la frase, «La giustificazione è l’opposto della condanna» (considera Giovanni 8:3–11). Fu portata a Gesù una donna che aveva trasgredito il settimo comandamento — avendo peccato (vedi 1 Giovanni 3:4). «Il salario del peccato è la morte» (Romani 6:23). Tutti abbiamo peccato (Romani 3:23). Quindi, meritiamo tutti la morte o la condanna, come la donna. Ma Gesù disse, «Neppure io ti condanno» (Giovanni 8:11). Ella era giustificata, avendo accettato il perdono di Cristo. Era coperta con la giustizia di Cristo. La vita perfetta di Cristo fu accreditata al conto della donna. Egli le disse, «va’ e non peccare più» (v.11). La Legge doveva essere la sua guida (Rom. 7:7), e qual era il suo incentivo per osservare i comandamenti? L’amore per Dio basato su un riconoscimento del suo amore per lei. Fu salvata per grazia attraverso la fede (Efesini 2:8); era giustificata «gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù» (Romani 3:24).

La giustificazione è un dono ricevuto per fede; poi viviamo la santificazione vivendo per fede da quel momento in poi, diventando sempre più simili a Cristo mentre seguiamo l’Agnello dovunque vada (Apocalisse 14:4). Dobbiamo camminare, com’egli camminò (1 Giovanni 2:6).

[1] Ellen G. White, The Faith I Live By, p. 111.

[2] Ellen G. White, Faith and Works, p. 104.

Lunedì 6 novembre

LOGOS

La potenza trasformativa della giustificazione

di Michael Dantzie, Wolverhampton, Regno Unito

Romani 5:1, 2

Cos’è la giustificazione? Questa esperienza cosa dà al credente? Cos’è questa pace che è il risultato di essere giustificati? Cosa vuol dire avere fede? Perché la giustificazione viene solo per fede.

Cos’è la giustificazione? (Romani 6:23, 1 Giovanni 3:4)

Usiamo la parola giustificare nel nostro linguaggio quotidiano. Per esempio, conosciamo molto bene l’espressione «Smettila di cercare di giustificarti». Cos’è l’auto-giustificazione? È sostenere credenze come, «Sono innocente», «Non mi sto sbagliando», «Non sono colpevole», e «Non merito una punizione». Tutte queste idee sono ciò che la giustificazione trasmette, e porta lo stesso tipo d’uso e definizione nella Bibbia.

Aver bisogno di giustificazione sottintende, agli occhi di Dio, che non si è innocenti o giusti ma colpevoli e meritevoli di punizione. Ma cos’è che l’umanità ha fatto per essere meritevole di punizione e che li rende ingiusti? La Bibbia dice, «perché il salario del peccato è la morte» (Romani 6:23), e «il peccato è la violazione della legge» (1 Giovanni 3:4). La pena di commettere il peccato garantisce che il peccatore dovrebbe morire, e la sua trasgressione lo rende ingiusto. Ma è la giustificazione che libera il peccatore dalla pena del peccato e rimuove l’ingiustizia di quel peccato.

Per un momento, rendiamo questa verità pratica e reale. Esaminiamo quello che Gesù ha detto del suo ministero sulla terra. Disse che lo Spirito del Signore era su di lui per annunciare la liberazione ai prigionieri (Luca 4:18). Da chi erano tenuti questi prigionieri? Gesù disse, «Chi commette il peccato è schiavo del peccato» (Giovanni 8:34). I prigionieri sono coloro che sono legati ai loro peccati, tenuti prigionieri, non riescono a liberarsi, e Gesù ha detto che è venuto a predicare la liberazione ai prigionieri. Quindi, il vangelo porta liberazione e vera vittoria sul peccato, permettendo al peccatore di liberarsi «dalle funi del suo peccato» (Proverbi 5:22). E tutto questo si trova nel dono della giustificazione.

La giustificazione per fede non è semplicemente libertà dalla pena del peccato ma anche libertà dalla sua potenza. Non è semplicemente il perdono dei peccati ma anche l’essere reclamati dal peccato. Se un peccatore è giustificato e dichiarato giusto, ma il peccato è la trasgressione della legge, allora la giustificazione porta anche il peccatore in conformità perfetta con la legge di Dio.

«Pace con Dio» (Romani 5:1; Giovanni 3:16; Geremia 29:11)

Dovremmo prendere un momento per discutere il concetto di pace con Dio. Romani 5:1 non dice che avremo pace e poi si ferma lì; il passaggio dice «abbiamo pace con Dio» (corsivo aggiunto). Questo cambia l’idea completamente da qualcosa che riceviamo, come un qualche sentimento speciale di cui parlano molti cristiani quando sono perdonati. Questa pace non è una questione di sentimento ma una questione di riconciliazione. Cos’è la realtà quando la pace non esiste tra due esseri? C’è conflitto tra di loro. Dio è la fonte di questo conflitto? Certamente no. La Bibbia dice, «Perché Dio ha tanto amato il mondo» (Giovanni 3:16), e «”io so i pensieri che medito per voi”, dice il Signore: “pensieri di pace e non di male» (Geremia 29:11). Quindi non è Dio in guerra con l’uomo; è l’uomo in guerra con Dio. Perché è l’uomo che si ribella, che trasgredisce la legge di Dio, e mette in pratica l’odio radicato nella sua natura umana (Salmi 51:5; Romani 8:7).

«Per fede» (Matteo 8:8, 10; Romani 7:18; 10:17)

Cos’è la fede? Romani 10:17 dice, «Così la fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo». La fede viene dal comprendere la Parola di Dio. Quando Gesù andò a guarire il servo del centurione romano, e il centurione romano rifiutò di avere Gesù sotto il suo tetto, sentendosi indegno, ma chiese a Gesù, «ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito» (Matteo 8:8, corsivo aggiunto). Gesù la chiamò «una fede grande» (Matteo 8:10). Aspettarsi che la Parola di Dio faccia quello che dice di poter fare è fede genuina. Quindi, la giustificazione può essere concessa solo per fede. Il peccatore conta sulla promessa di Dio di concedergli questo dono di giustizia, perché il nostro sforzo umano e i nostri tentativi migliori di vivere in modo giusto sono tutti vani. Paolo parla dell’impossibilità della natura umana di ubbidire alla legge di Dio. Dice, «Difatti, io so che in me, cioè nella mia carne, non abita alcun bene; poiché in me si trova il volere, ma il modo di compiere il bene, no» (Romani 7:18). Questa è la natura con cui siamo nati, una natura che non ha «alcun bene». Ma molti nella chiesa credono che senza Cristo, senza lo Spirito di Dio, possono ubbidire alla Legge di Dio, che è santa come Dio stesso. Che delusione! Più veloce facciamo a meno della fiducia in noi stessi e riceviamo completamente e umilmente la giustizia di Dio, prima riconosciamo quanto la giustificazione cambi la vita.

Martedì 7 novembre

TESTIMONIANZA

Un grande fallimento — una vittoria ancora più grande!

di Joseph Higgins, Wolverhampton, Regno Unito

Romani 5:19

«Le persone in tutto il mondo hanno gioito ieri mattina (11 febbraio) quando gli scienziati hanno annunciato la prima osservazione diretta delle onde gravitazionali — increspature nel tessuto dello spaziotempo che erano state proposte da Albert Einstein nel 1916. . . . Ma ciò che è davvero enorme di questa osservazione è che dà all’umanità la capacità di vedere l’universo in un modo totalmente nuovo, dicono gli scienziati. L’abilità di osservare direttamente le onde gravitazionali — che sono generate dall’accelerazione o la decelerazione di oggetti massicci nello spazio — è stata paragonata a una persona sorda che all’improvviso ottiene la capacità di sentire i suoni. Ora è disponibile una categoria di informazioni completamente nuova».[1]

Quando Adamo ed Eva si trovarono davanti l’affermazione di Satana, «No, non morirete affatto. . . . sarete come Dio» (Genesi 3:4, 5, corsivo aggiunto), doveva essere presa una decisione importantissima: fidarsi del Creatore o credere all’ingannatore?

«Adamo non si mise in testa di sfidare Dio, né parlò in alcun modo contro Dio; semplicemente andò direttamente contro al suo espresso comando. . . . Adamo non si fermò a calcolare il risultato della sua disubbidienza».[2]

La disubbidienza di Adamo aprì una categoria di informazioni completamente nuova, e le increspature generate da quella decisione hanno fratturato lo «spazio» tra l’umanità e Dio.

«Adamo cedette alla tentazione», ma «la grandezza dell’atto non è ciò che costituisce il peccato; ma la disubbidienza alla volontà espressa di Dio».[3]

Anche se Adamo si rese conto troppo tardi che «il peccato colpisce tutto l’essere» l’intera razza umana. Ciò nonostante fu confortato dalla promessa che lo fa «anche la grazia».[4]

«Con i peccati del mondo su di sé, egli [Gesù] sarebbe andato sul terreno dove Adamo era inciampato. Avrebbe sopportato una prova infinitamente più severa di quella che Adamo non era riuscito a sopportare. Avrebbe vinto per conto dell’uomo, e conquistato il tentatore, in modo che, attraverso l’ubbidienza di Cristo, la sua purezza di carattere e integrità salda, la sua giustizia potesse essere imputata all’uomo, che, attraverso il nome di Cristo, possa vincere il peccato per suo conto».[5]

«L’espiazione di Cristo è . . . un rimedio divino per la cura della trasgressione e la restaurazione della salute spirituale. È il mezzo designato dal cielo con cui la giustizia di Cristo può essere non solo su di noi ma nel nostro cuore e carattere».[6]

Cristo, il secondo Adamo, si fece avanti e passò «sul terreno dove Adamo cadde. . . . Egli redime il fallimento e la caduta di Adamo facendosi avanti dalla prova immacolato».[7] Accogliamo l’effetto d’increspatura della vittoria più grande di Cristo!

[1] Calla Cofield, «Gravitational Waves: What Their Discovery Means for Science and Humanity», Space.com, February 12, 2016, http://www.space.com/31922-gravitational-waves-detection-what-it-means.html.

[2] Ellen G. White, Reflecting Christ, p. 56.

[3] Ibid.

[4] Ellen G. White, Letter 8, 1891.

[5] Ellen G. White, The Review and Herald, February 24, 1874.

[6] Ellen G. White, Letter 406, 1906.

[7] Ellen G. White, Letter 68, 1899.

Mercoledì 8 novembre

COME FARE

Adamo 2.0

di Shade Henry, Londra, Inghilterra

Romani 5:15–19

Sei mai stato ansioso di fare l’upgrade? La nostra generazione non è mai soddisfatta di avere appena abbastanza; vogliamo qualcosa di meglio. Quando uscì l’iPhone 6, le persone si misero in coda fuori dai negozi Apple, alcuni cominciando dalle prime ore del mattino, per poter essere i primi in coda per l’upgrade. Con alcuni upgrade, il nuovo modello e quello vecchio sembrano quasi identici. Hanno le stesse dimensioni e la stessa forma, e puoi anche prenderli dello stesso colore. Guardando più attentamente, però, scoprirai che funzionano in modo completamente diverso e che il nuovo modello è tutt’altra cosa da quello vecchio.

In Romani 5:15–19, Paolo mette a confronto due uomini che sembravano piuttosto simili. Avevano lo stesso padre, la stessa natura, vivevano sullo stesso pianeta, e gli era stata data la stessa scelta, ma scelsero in modo molto diverso e le loro scelte ebbero conseguenze diverse per tutti noi. Adamo, con la sua decisione nel giardino dell’Eden di credere che la sua volontà fosse migliore di quella di Dio, portò sofferenza, peccato e vergogna a tutti noi. Gesù, attraverso la sua decisione nel giardino di Getsemani di accettare la volontà di Dio per la sua vita, portò perdono, guarigione, grazia e vita a tutti noi.

Romani 5:17 ci dice che il peccato e la morte sono contagiosi. Attraverso la decisione di Adamo, il peccato si è diffuso come un virus in tutto il mondo, toccando non solo l’umanità ma tutta la creazione. Anche se il peccato e la sofferenza sono entrati nel mondo con il peccato di Adamo, Paolo ci dice precedentemente in Romani 3:23 che tutti noi abbiamo peccato e non siamo riusciti a raggiungere lo standard che Dio ha stabilito per noi. Adamo, con la sua disubbidienza, ci ha dato l’opportunità di peccare, e tutti noi l’abbiamo colta. Pensava che fosse un upgrade sul disegno di Dio, e noi ci siamo messi in fila per ottenerlo. Tutti noi tranne Gesù. Egli è venuto nella natura umana caduta, e, quando si è presentata l’opportunità di unirsi a noi nella nostra ribellione, ha scelto di mostrarci un modo per vivere nella libertà e ha creduto in quella libertà così tanto che fu disposto a morire perché la potessimo avere anche noi.

Com’è forte, allora, la dichiarazione di Paolo sul fatto che la grazia di Dio è ancora più contagiosa del peccato. Non può paragonarsi al peccato perché è molto più potente di esso. Ha l’abilità di ripristinare tutto ciò che il peccato ha spezzato. Anche la vittoria di Gesù sul peccato e sulla morte nella sua resurrezione è contagiosa. Una volta che hai trovato Gesù, anche tu puoi vivere non solo la vittoria sul peccato in questa vita presente ma alla fine anche sulla morte. Non essere soddisfatto della vita che hai ora. Gesù offre a tutti noi la libertà di diventare la versione migliore di noi stessi — possiamo scegliere l’upgrade definitivo per questa vita e per l’eternità.

Rispondi

  1. A quali aree della tua vita chiederesti a Dio di fare l’upgrade?
  2. Pensi che sarebbe più difficile per Gesù vivere la sua vita impeccabile nella nostra generazione?

Giovedì 9 novembre

OPINIONE

Sentenza di morte per procura!

di Trevor Johnson, Hertfordshire, Regno Unito

Romani 3:23; 5:12; Apocalisse 1:18

Non è giusto! Non c’ero! Non ero neanche nato, quindi non avevo nessuna decisione nell’esito di questa cosa! Quindi perché devo soffrire le conseguenze di qualcosa per cui non sono responsabile? È colpa di Adamo! Questa argomentazione riporta alla mente ciò che ha portato al voto shock del Brexit del Regno Unito nel referendum del 2016. Autocrati e rappresentanti non eletti stavano prendendo decisioni sul futuro di stati sovrani. Il Regno Unito ne aveva abbastanza e ha votato di uscire, buttando l’Unione Europea in un trambusto inaspettato. In modo simile, Adamo è diventato il canale per la miseria e il caos creato dalla sua decisione di peccare. Ogni uomo, donna e bambino nell’universo fin dall’antichità ne è stato toccato, ma per fortuna la storia non finisce qui.

Dopo aver notato che Adamo è un tipo di Cristo, normalmente ci si aspetterebbe che Paolo elabori su come i due sono simili, ma invece li mette a contrasto. L’unico punto di somiglianza che Paolo trae è che le azioni di Adamo e di Gesù ebbero entrambe «conseguenze di vasta portata per tutti quelli che vennero dopo di lui e che avevano un collegamento integrale con lui».[1] «Paolo non sta paragonando Adamo e Cristo quanto sta mettendo a contrasto gli effetti delle loro rispettive azioni; la disubbidienza di Adamo ha provocato la morte di tutti quelli che sono venuti dopo di lui, e l’ubbidienza di Cristo ha provocato il dono gratuito della vita per tutti quelli che si affidano a lui. Ma questo contrasto sarebbe privo di significato senza la somiglianza sottostante».[2] Questo equilibra tutta la discussione su quanto sia giusto o meno — non eravamo nell’Eden né al Calvario.

Ricorda questa dichiarazione meravigliosa che serve come caparra per la sua capacità di liberarci completamente — non nel peccato ma dal peccato. «A colui che può preservarvi da ogni caduta e farvi comparire irreprensibili e con gioia davanti alla sua gloria» (Giuda 24). Con questa promessa possiamo avere piena fiducia in Dio. Farà lui l’opera in noi. Continuando dal nostro studio di lunedì, si tratta della gloria di Dio in noi. Questo è il mistero della divinità, che egli fu manifestato nella carne (1 Timoteo 3:16). Ora vuole possedere pienamente la nostra vita in modo da poter vivere in e attraverso di noi!

Rispondi

  1. La morte e la resurrezione di Cristo cosa hanno fatto per noi, sapendo che abbiamo peccato e che siamo miseramente a corto della sua gloria?
  2. Pensi che Cristo abbia abbastanza forza per cambiare le tue vecchie abitudini e crearne di nuove dentro di te? Come lo farà?

[1] Ben Witherington III, Paul’s Letter to the Romans: A Socio-Rhetorical Commentary (Grand Rapids, MI: William B. Eerdmans, 2004), pp. 146, 147.

[2] John Murray, The Epistle to the Romans: The English Text with Introduction, Exposition, and Notes (Grand Rapids, MI: William B. Eerdmans, 1965), vol. 1, p. 192.

Venerdì 10 novembre

ESPLORAZIONE

Logica vs. Amore

di Ashley M. Wagner, Union Springs, New York, U.S.A.

Romani 5:1, 2

CONCLUSIONE

Nel suo libro My Utmost for His Highest, Oswald Chambers ha scritto, «La salvezza di Dio non si regge sulla logica umana, regge sulla morte sacrificale di Gesù». Quando tentiamo di svelare il mistero di come una persona innocente possa morire volontariamente per qualcuno che è colpevole, per noi non ha senso. Più cerchiamo di trovare una ragione per questa azione, meno logica diventa. Infine dobbiamo accettare l’amore di Dio e la sua risposta al nostro peccato come qualcosa che sarà compreso pienamente solo in cielo.

Come cristiani, credere nella giustizia per fede vuol dire che dobbiamo accettare che la morte di Gesù ha pagato completamente per i nostri peccati. Secondo, crediamo che a causa di questo sacrificio, Dio perdona gratuitamente i nostri peccati. Il sacrificio di Gesù non vuol dire che essere salvati è automatico per tutti, ma la salvezza è disponibile per tutti quelli che scelgono di accettarla.

PROVA A

  • Ascoltare la canzone «In Christ Alone» cantata da Natalie Grant, dove porta a pensare all’importanza del dono che Cristo ci ha dato, e come niente che possiamo fare ci può salvare. Dio solo può salvarci.
  • Comporre una canzone dal testo chiave, Romani 5:1, 2, e mentre la scrivi, pensa a come sei giustificato per fede.
  • Analizza in un diagramma la giustizia per fede paragonata alla giustizia per opere.
  • Usare dell’argilla o altri mezzi di scultura per creare un simbolo che illustra la tua comprensione della giustizia per fede.
  • Rifletti su come hai pace con Dio, perché credi nella giustizia per fede. Com’è la tua speranza quando gioisci in questo?

CONSULTA

Ellen G. White, Faith and Works, p. 15–26

Morris Venden, Faith That Works.

LEZIONI PER GIOVANI (18-35 ANNI)

LEZIONI E MANUALI PER ANIMATORI IN ALTRE LINGUE

Autore: MAG, MIB, Dip. comunicazioni