SdS CQ (College Quarterly) Terzo Trimestre 2018 – 10

Lezione 10

1-7 settembre 2018

Il terzo viaggio missionario

«Ma non faccio nessun conto della mia vita, come se mi fosse preziosa, pur di condurre a termine con gioia la mia corsa e il servizio affidatomi dal Signore Gesù, cioè di testimoniare del vangelo della grazia di Dio»

(Atti 20:24)

Sabato

INTRODUZIONE

Un viaggio per una causa

di Beatrice Akinyi, Ndhiwa, Kenya

Atti 19:1

Quando siamo coinvolti a fare qualcosa per una causa, l’obiettivo è di raggiungere un traguardo specifico. Può essere una campagna di sensibilizzazione verso la tutela dell’ambiente, una camminata per la libertà dalla fame o un evento di beneficenza per raccogliere fondi. In molti casi, l’evento serve a raccogliere una certa quantità di denaro. In alcuni casi, mira a raggiungere un numero di persone con un’informazione speciale. Uno di questi eventi è la Heart Walk, organizzata dalla American Heart Association. Lo scopo dell’evento è di aiutare a raccogliere denaro per combattere le malattie cardiache in tutto il mondo.

C’è una cosa particolare in queste attività: sono volontarie. Partecipi solo se ti senti toccato dalla causa nobile. La Heart Walk, per esempio, avviene in più di 350 posti negli Stati Uniti con diverse famiglie coinvolte che provengono da una varietà di contesti sociali. I ricavi dell’evento vanno a varie organizzazioni e istituzioni sanitarie per combattere attacchi cardiaci e infarti in posti che si trovano migliaia di miglia di distanza dal punto fisico dell’evento.

Nella Bibbia, la storia di Paolo ci indica uno dei discepoli di Cristo che intraprese diversi viaggi per una causa. Nel suo terzo viaggio missionario, Paolo si concentrò su Efeso dove c’erano alcuni convertiti di Giovanni il battista. La vita di Paolo fu una completa inversione di rotta, andando da persecutore di cristiani al missionario più efficace di sempre. Un noto oppressore che visse una trasformazione totale attraverso il vangelo, Paolo sfidò i maghi, gli indovini e i funzionari statali di Efeso e fondò delle chiese cristiane nella regione.

Paolo è uno dei discepoli che guidò l’enorme campagna evangelistica dopo l’ascensione di Cristo, che ebbe come risultato la crescita veloce del cristianesimo tra i Gentili e gli Ebrei. Dai suoi insegnamenti su Gesù e sul regno di Dio, molte persone credettero e furono istituite molte chiese cristiane.

Dal tredicesimo capitolo del libro degli Atti, vediamo l’attenzione posta su Paolo e sul suo coinvolgimento nel predicare la buona notizia e fare nuovi discepoli. Con reputazione fiorente, Paolo fece amici e nemici in ugual misura. Ma una cosa risalta: il suo viaggio per la causa gettò le basi su cui la teologia cristiana oggi trova le sue radici.

Questa settimana, la nostra discussione si concentra sul terzo viaggio missionario di Paolo, in cui aiutò a istituire chiese cristiane a Efeso e nelle città circostanti nonostante le condizioni sfavorevoli.

Domenica

EVIDENZA

Risultati della missione

di Dismas Okello, Ndhiwa, Kenya

Atti 20:7–12

L’antica Efeso potrebbe essere paragonata ad alcune delle grandi città del mondo moderno. Pensa ad alcune delle più grandi città del mondo che conosci: Tokyo, Giacarta, Delhi, Manila, Pechino o New York.

All’epoca della visita di Paolo, Efeso guidava la regione nel campo del commercio, industria, intrattenimento e altro. Un grande porto come Dubai, attirava persone da ogni angolo della regione per attività commerciali e industriali. Con tre grandi strade che collegavano il porto a Babilonia nell’est, Smirne nel nord, e alla valle del Meandro nel sud, Efeso era tutto in un unico posto.

Il tempio di Artemide era la caratteristica più impressionante del posto. «Considerato una delle sette meraviglie del mondo antico, il tempio di Artemide a Efeso era dedicato alla dea della caccia. Restano solo le fondamenta e una colonna di questo tempio che una volta misurava circa 130 metri in lunghezza, 67 metri in larghezza e 18 in altezza.[1]

Grazie alla mano di Dio, Paolo fu in grado di superare le sfide a Efeso. Quando la lasciò per andare a Gerusalemme, erano nate molte chiese e il numero di cristiani crebbe straordinariamente tra Ebrei e Gentili. Questa fu l’ispirazione che portò alla scrittura della lettera agli Efesini nella Bibbia.

Con lo stesso spirito di umiltà e dipendenza da Dio, possiamo fare molto di più nel nostro tempo. Paolo fu in grado di risuscitare i morti (Atti 20:10). Fu anche in grado di fondare delle chiese e convincere più credenti davanti all’opposizione dei cittadini arrabbiati. Il suo ministero di successo a Efeso era una minaccia al tempio di Artemide e all’idolatria che era dilagante nella regione.

Ma la tecnologia ai tempi di Paolo non era sviluppata come quella del nostro tempo. Oggi possiamo visitare virtualmente un posto senza neanche mettere piede sul suo suolo. Con le strade e il trasporto aereo, possiamo raggiungere i posti più velocemente di Paolo, che dipendeva principalmente dal trasporto su acqua. Oggi abbiamo i social media e i dispositivi mobili per la comunicazione. Possiamo scrivere email invece di lettere. Possiamo usare i progressi del nostro tempo per raggiungere obiettivi missionari.

Per quel motivo, ogni membro di chiesa oggi è un missionario. «Dio ha chiesto al suo popolo del rimanente, la chiesa avventista del settimo giorno, di preparare la via del Signore, di appoggiarsi completamente a lui e ricevere la potenza della pioggia di primavera e dello Spirito Santo… Ognuno un seminatore! Guardiamo le indicazioni di Dio… la presenza evangelistica pratica basata sulla Bibbia e lo Spirito di Profezia con abbondanti riferimenti a entrambi».[2]

Rispondi

  1. In che modo la tecnologia può aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi missionari in quest’epoca?
  2. A parte risuscitare i morti, quali altri miracoli fece Paolo durante la sua missione a Efeso?

[1] http://www.bibleplaces.com/ephesus/

[2] https://news.adventist.org/en/all-news/news/go/2015-10-10/everyone-a-sower/

Lunedì

LOGOS

Lezioni dal diario missionario di Paolo

di Seline Khavetsa, Nairobi, Kenya

Atti 19:1–7; 19: 23–41; 20:15–27; 20:7–12; 2 Corinzi 4:8–14; Atti 21:10–14

Ridefinire il cristianesimo (Atti 19:17)

Giovanni il battista preparò la via per Cristo battezzando le persone che si pentivano dei loro peccati. In quel tempo, Giovanni parlò molto del Messia che avrebbe battezzato con lo Spirito Santo. Ma Paolo incontra dei discepoli a Efeso che non hanno mai neanche sentito parlare dello Spirito Santo. Con loro fa un tuffo nel passato ed essi riconoscono di aver ricevuto il battesimo di Giovanni. A questo punto, Paolo inizia a chiarire delle cose.

Spiega che Giovanni il battista aveva chiamato le persone al ravvedimento e a credere in Gesù Cristo, che può confermare la loro salvezza. La convinzione in Cristo è completa dopo il battesimo e dopo aver ricevuto lo Spirito Santo (Efesini 1:13). L’aiuto dello Spirito Santo è una delle caratteristiche fondamentali dei cristiani. Da quel punto, un credente inizia una nuova vita con e in Cristo.

Adorazione commercializzata (Atti 19:2341)

A quanto pare, a Efeso i cittadini usavano la religione per imprese redditizie. Con culti e idolatria profondamente radicati, Efeso era uno snodo commerciale promettente sotto la maschera della religione. Come dice un commentatore, «Gli argentieri di Efeso consideravano la loro gilda come sotto lo speciale patrocinio di Artemide, in onore di cui venivano prodotte tante delle loro merci. Tra queste merci c’erano piccole nicchie d’argento contenenti una statuetta della dea, che venivano comprati da chi le aveva fatto un voto. La vendita di queste miniature era una fonte di considerevole profitto per gli argentieri».[1]

La presenza e l’obiettivo di Paolo a Efeso provocarono una rivolta da parte dei cittadini, che beneficiavano fortemente dall’idolatria. Tuttavia, la mano di Dio è evidente nell’intero episodio in cui il segretario della città disperde la folla e richiede una soluzione amichevole della questione. Casi simili sono possibili nei nostri viaggi missionari oggi. Paolo si avvicinava a situazioni instabili con cautela, in preghiera e facendo totale affidamento su Dio. Dovette soffrire per i suoi successi, ma non si arrese. Alla fine, fu in grado di lasciare una scia di chiese a Efeso con più credenti di quelli che aveva trovato.

Paolo era un servo delle persone (Atti 20:1527)

Il discepolato consiste nella leadership di servizio, un sacrificio di cui Cristo stesso è rappresentante (Filippesi 2:7). Paolo era un servo di Cristo ed era impegnato nel fare da mentore ai responsabili che avrebbero portato avanti la causa di Cristo a Efeso anche in sua assenza. Si vedeva come un servo di Cristo (Romani 1:1; Colossesi 1:7; 4:7). «Quando un uomo si considera veramente un servo di Cristo, egli prenderà la bacinella e l’asciugatoio come fece Gesù (Giovanni 13:1–17), e servirà gli altri per amore. Signoreggiare sugli altri è la via del mondo. La via di Cristo è che il più grande tra noi dovrebbe essere servo di tutti (Marco 10:42–45)».[2]

Dall’esempio di Paolo, dovremmo vederci come servi che lavorano per Cristo per concludere l’opera che egli ha iniziato. Un’altra lezione che possiamo imparare da questo discorso di commiato è che Paolo serviva con integrità trasparente. Viveva la sua vita apertamente davanti agli altri e non aveva niente da nascondere. Questo succede solo quando si riconosce di essere servi del Signore che ci conosce completamente.

Ubbidienza alla Parola di Dio e dipendenza dallo Spirito Santo (Atti 21:1014)

Continuando la sua missione, Paolo era consapevole dei pericoli in agguato sulla sua via. Ma aveva già dato tutto sé stesso a Gesù. Questo giorno particolare, un profeta viene e predice cosa aspetta Paolo. Il suo arresto è imminente e i suoi compagni sono spaventati. Da parte sua, Paolo prende tutto con semplicità e dichiara di essere già pronto a dare la sua vita per Cristo.

Oggi, la missione ci dirige in posti e situazioni che potrebbero spaventarci. Alcuni posti sono troppo freddi con temperature sotto lo zero. Altri sono devastati dalla guerra con lotte civili costanti. Se pensiamo alla missione non in paesi lontani ma là dove viviamo, possiamo fare delle analogie: un ambiente di lavoro freddo e ostile oppure un contesto di vicinato litigioso, per esempio. In ogni caso, quando iniziamo la nostra missione fidandoci di Gesù, niente ci fermerà nel raggiungere i nostri obiettivi per lui. Paolo fu in grado di risuscitare i morti e fare grandi miracoli (Atti 20:7–12) perché si fidava di una potenza più grande di lui. Quando è così, diventiamo semplicemente mezzi per compiere gli obiettivi di Dio. Paolo cercava Dio attraverso la sua Parola e pregando diligentemente nel tempo.

Quando Dio è al comando (2 Corinzi 4:814)

Nella lettera di Paolo ai Filippesi, egli dice che può affrontare qualsiasi condizione con la potenza di Cristo (Filippesi 4:13). Paolo è convinto che la grazia di Dio sia sufficiente a portarlo attraverso tutte le sfide e le tribolazioni della sua missione. Non è che non possa vedere le situazioni spaventose e l’opposizione che si trovano sul suo cammino, ma confida che una volta che Dio è al timone, siamo in grado di crescere di forza in forza e superare tutte le avversità.

Come Paolo, affrontiamo pericoli da più parti annunciando il vangelo. Potremmo perdere amici o potremmo essere feriti gravemente per Cristo. Ma in mezzo a tutto questo, dovremmo essere pronti a dare la vita per lui. La gloria di un missionario è vedere che la grazia di Dio raggiunge più persone, così che esse possano dare la loro vita a Cristo.

Rispondi

  1. Quali sono alcune delle somiglianze e differenze tra Efeso e le nostre città moderne?
  2. Se Paolo fosse un missionario nelle nostre città moderne oggi, cosa pensi che farebbe?

3. Quali altre lezioni possiamo imparare dall’opera missionaria di Paolo a Efeso, che possano aiutarci nella nostra opera missionaria oggi?

[1] F.F. Bruce, «The Book of Acts» in The New International Commentary on the New Testament, p. 374

[2] https://bible.org/seriespage/lesson-51-godly-leadership-acts-2017-21

Martedì

TESTIMONIANZA

Il viaggio missionario e cosa significa

di Betty Achieng’, Ndhiwa, Kenya

2 Corinzi 4:8–14

Dalle sfide che Cristo affrontò nel suo ministero alle prove che tormentarono i suoi seguaci dopo la sua morte, è chiaro che il costo del cristianesimo non era basso. Per gli apostoli, c’era sempre la sfida del reclutamento dalla parte dell’opposizione.

«Al tempo degli apostoli, la parte occidentale dell’Asia minore era conosciuta come la provincia romana dell’Asia. Efeso, la capitale, era un grande centro commerciale. Il suo porto era affollato di navi e le sue strade erano frequentate da gente di ogni paese. Come Corinto, sembrava essere un campo promettente per la diffusione dell’Evangelo».[1]

«Efeso fu il centro dell’opera di Paolo per più di tre anni. Qui, fu fondata una fiorente chiesa, e da questa città il Vangelo si diffuse attraverso la provincia dell’Asia, sia tra i giudei che tra i Gentili».[2]

«L’apostolo vide che “una larga porta” si stava aprendo dinanzi a lui sebbene vi fossero “molti avversari”. 1 Corinzi 16:9 (Luzzi). Efeso non era solo la più bella ma anche la più corrotta delle città dell’Asia. Superstizione e piacere sensuale predominavano su tutta la sua popolazione. Criminali di ogni tipo trovavano rifugio all’ombra dei suoi templi, dove fiorivano i vizi più degradanti».[3]

«Anche noi dobbiamo portare avanti la missione di quei discepoli. Ogni cristiano deve essere un missionario… Gli uomini fedeli a Dio sono sempre stati missionari instancabili, individui che hanno consacrato le loro risorse in onore del suo nome e hanno usato saggiamente i propri talenti al suo servizio. … la buona notizia del perdono offerto da Cristo deve raggiungere ogni nazione, tribù, lingua e popolo. Il messaggio non può essere trasmesso con discorsi noiosi e privi di energia vitale, ma con parole chiare, decise e toccanti. Ci sono migliaia di persone che attendono di udire l’avvertimento per trovare rifugio per la loro vita. Il mondo ha bisogno di vedere dei cristiani impegnati che incarnano la forza del cristianesimo. Il messaggio della misericordia è indispensabile, non solo in alcuni luoghi, ma ovunque sulla terra».[4]

«Se i seguaci di Cristo fossero più interessati alla ricerca della vera sapienza, verrebbero a conoscenza di aspetti della verità del tutto sconosciuti. Colui che si consacra completamente a Dio sarà guidato dalla mano divina. Egli può essere semplice e apparentemente senza talenti; ma se con cuore umile e fiducioso ubbidisce a ogni rivelazione del volere di Dio, le sue forze saranno purificate, nobilitate e riattivate, e le sue capacità aumentate».[5]

Rispondi

  1. Quali sono alcune delle sfide che viviamo nell’opera missionaria oggi?
  2. Cosa possiamo imparare da Paolo che ci possa aiutare a superare queste sfide?

[1] Ellen G. White, Gli uomini che vinsero un impero, p. 177

[2] Ibid., p. 183

[3] Ellen G. White, Gli uomini che vinsero un impero, p. 180

[4] Ellen G. White, Messaggio cristiano, pp. 22-23

[5] Ellen G. White, Gli uomini che vinsero un impero, p. 178

Mercoledì

COME FARE

Camminare sulle orme di Paolo

di Gerald Otieno, Karungu Bay, Kenya

Atti 21:10–14

A Efeso, Paolo dedicò la sua vita a portare il vangelo a ogni casa e a ogni persona. Non era semplice in una città piena di paganesimo e idolatria. In molti casi, dovette lottare con la pesante opposizione da parte di cittadini che credevano nel proprio modo di vivere. Con il messaggio di Paolo che avanzava nella nazione, essi temevano che le loro attività redditizie potessero finire improvvisamente.

Il tempio dell’antica Efeso era una delle sette meraviglie del mondo antico. I pellegrini religiosi erano una fonte di reddito per molti cittadini e nessuno avrebbe messo in dubbio l’utilità degli dei e le dee creati dagli uomini. Quando Paolo arrivò sul posto con il messaggio del cristianesimo, ci fu una ferma opposizione dalla maggior parte dei cittadini che volevano proteggere il modo in cui vivevano.

Ma il carattere di Paolo ebbe un ruolo importante nell’affrontare un pubblico difficile. Si rese umile davanti al Signore. In molti dei suoi discorsi, reiterò la propria vita passata. Aveva esultato quando la folla lapidò Stefano, il primo martire cristiano (Atti 8:1). Aveva guidato gruppi che perseguitavano i cristiani (Atti 8:3), ma Cristo era intervenuto nella vita di Paolo (Atti 9:1–19) e ora ogni cellula del suo corpo stava operando per l’avanzamento del vangelo.

Dopo la sua conversione, nessun ostacolo poteva frapporsi tra Paolo e Gesù Cristo. La sua missione a Efeso portò all’istituzione di chiese cristiane tra i Gentili. Paolo è un esempio per noi che lottiamo per completare l’opera del vangelo in quest’epoca. Come possiamo seguire i suoi passi? Le lezioni seguenti tratte dalla vita di Paolo possono aiutarci nel nostro viaggio missionario oggi:

Sii vicino ai credenti: Durante le sue missioni evangelistiche, Paolo trovava semplice spostarsi nei vari territori attraverso una rete di credenti (Atti 18:18; 17:10; 19:9). Dobbiamo restare vicino ai credenti in Cristo perché attraverso di loro possiamo essere in grado di formare più chiese.

Dimentica le distrazioni: i territori che Paolo conquistò con il vangelo pullulavano di commercio, istruzione, bellezza e ogni tipo di cosa che attirava l’occhio umano. Paolo restò per due anni a Efeso, ma con un obiettivo: «Così tutti coloro che abitavano nell’Asia, Giudei e Greci, udirono la Parola del Signore Gesù» (Atti 19:10).

Dipendi interamente da Dio: anche colto da numerose sfide, Paolo restò dipendente da Dio, che si rivelava a lui in visioni (Atti 18:9). Il nostro Dio non dorme mai e guiderà e proteggerà sempre le persone che gli sono leali.

Rispondi

  1. Quali altre caratteristiche di Paolo puoi esprimere, che gli permisero di raggiungere gli obiettivi delle sue missioni?
  2. Come possiamo aumentare la nostra vicinanza agli altri credenti oggi?

Giovedì

OPINIONE

Il mio obiettivo nella missione

di Millicent Akinyi, Nakuru, Kenya

Atti 20:24

Durante una stagione elettorale ogni aspirante politico va a vendere la propria politica agli elettori. Su un autobus per la città, un uomo di mezza età recita degli slogan in favore di un certo politico. Tutti dentro l’autobus lo trovano normale, dato che è il periodo della campagna elettorale. «Sostengo _____ anche se non lo volete!» ripeteva, la sua voce ben più alta del brusio dei passeggeri. Nonostante la presenza di diverse persone dentro l’autobus, con affiliazioni politiche diverse, l’uomo continuò a mostrare il suo sostegno finché arrivò a destinazione.

L’audacia di quell’uomo di mezza età in quell’autobus è una delle qualità che ci servono per alzarci e proporre Gesù a un mondo nelle tenebre. Molte situazioni potrebbero ostacolare i nostri sforzi di diffondere il vangelo in territori dove non è ancora arrivato. In alcuni posti, temiamo per la nostra vita. In altri, temiamo l’intimidazione, o che potremmo apparire diversi da tutti gli altri.

Ma Paolo ci lancia una sfida. «Ma non faccio nessun conto della mia vita, come se mi fosse preziosa, pur di condurre a termine con gioia la mia corsa e il servizio affidatomi dal Signore Gesù» (Atti 20:24).

Il mio obiettivo nella missione è di collaborare con Cristo per concludere l’opera iniziata dagli apostoli. Paolo dedicò la sua vita ad assicurarsi che la Parola di Dio raggiungesse ogni angolo di Efeso. Con parole sue, era pronto «a morire a Gerusalemme per il nome del Signore Gesù» (Atti 21:13). Se seguiamo l’esempio di Paolo, possiamo raggiungere i posti che il vangelo non ha mai raggiunto. Possiamo raddoppiare il numero di credenti.

Come in un anno di elezioni, quando tutti pubblicizzano il proprio politico preferito, noi dobbiamo andare con audacia e annunciare al mondo i messaggi del primo, del secondo e del terzo angelo. Questo è compito di ogni membro della chiesa. Cristo vuole che siamo seminatori della sua Parola nella nostra generazione. Più di 20 milioni di membri della chiesa avventista del settimo giorno sono chiamati a unirsi agli apostoli nel parlare al mondo della giustizia e della redenzione che solo Cristo può dare.

Possiamo raggiungere il nostro obiettivo nella missione quando riconosciamo Cristo e la sua giustizia (Giovanni 12:32), quando restiamo fedeli a lui (Apocalisse 2:10), e quando siamo totalmente impegnati nell’evangelizzazione e nella testimonianza (Giovanni 9:37, 38; Giacomo 1:25; Giovanni 9:4).

Rispondi

  1. Qual è una cosa che puoi fare per Cristo nella tua comunità?
  2. Come può la chiesa mettere i suoi membri nelle condizioni di essere coinvolti nella missione?

Venerdì

ESPLORAZIONE

Un viaggio di più di mille miglia

di Samuel Ochieng’, Ndhiwa, Kenya

Atti 18:23

CONCLUSIONE

Un lungo viaggio inizia con un singolo passo. Cristo stesso iniziò il viaggio del cristianesimo e lo trasmise ai suoi seguaci dopo la sua ascensione in cielo. Gli apostoli furono i primi seguaci di Cristo e avevano la responsabilità di portare il vangelo in vari posti e a persone diverse. Paolo viaggiò per più di 1.500 miglia per diffondere il vangelo a Efeso, Corinto, Gerusalemme e molti altri posti. Tu e io cosa facciamo per completare l’opera missionaria?

PROVA A

  • Accettare la sfida di servire in un breve viaggio missionario durante il tuo anno di pausa prima dell’università. Come giovane missionario, pensa a cosa puoi fare per Gesù nel corso di due, quattro o sei settimane. Per informazioni, contatta il dipartimento dei Ministeri Avventisti della Gioventù (https://giovaniavventisti.it).
  • Edificare la tua fede esplorando altre parti della Bibbia in cui altri apostoli erano coinvolti nell’opera missionaria. Metti in pratica i loro princìpi e le loro caratteristiche per aiutarti a diventare un missionario migliore oggi.
  • Creare un acronimo con la parola MISSIONARIO. Per ogni lettera, trova una parola che descrive le qualità di un leader umile. Per esempio, la lettera S per Servo.
  • Cercare su internet i nomi di missionari dei giorni nostri e quello che hanno fatto. Cosa puoi imparare dalle persone, che ti possa aiutare a diventare un leader migliore?
  • Intervistare persone diverse su cosa pensano dell’opera missionaria a livello locale e all’estero. Usa le loro opinioni per aiutarti a prendere una decisione se andare in un viaggio missionario locale o all’estero.
  • Usare la tecnologia moderna per svolgere l’opera missionaria. Pensa a come puoi sfruttare piattaforme come Facebook, Instagram, WhatsApp e altre per raggiungere gli obiettivi della missione sia localmente sia a livello internazionale.

CONSULTA

LEZIONI PER GIOVANI (18-35 ANNI)

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