SdS CQ (College Quarterly) Secondo Trimestre 2019 – 09

Lezione 9

25-31 maggio

Il tempo della perdita

«Anzi, a dire il vero, ritengo che ogni cosa sia un danno di fronte all’eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho rinunciato a tutto; io considero queste cose come tanta spazzatura al fine di guadagnare Cristo».

(Filippesi 3:8)

Sabato

INTRODUZIONE

Il bene e il male, l’amore di Dio prevale

di Ugochi Nkoronye, Orlando, Florida, USA

Giobbe 1; 2; Salmi 27:13, 14

Anche se non ci viene promessa una vita priva di prove e sofferenze, siamo chiamati a cercare la Parola di Dio. Ci viene promesso un Dio che camminerà accanto a noi nel nostro tempo di bisogno. Queste prove e sofferenze spesso vengono per mettere alla prova la nostra fede e fiducia in Dio, ma a volte perdiamo quella fiducia quando la nostra salute ha dei problemi o quando la vita si fa difficile. In questi periodi, potremmo provare dolori profondi che diventano insopportabili quando cerchiamo di affrontarli da soli o mettiamo in dubbio l’autorità di Dio come fecero Giobbe e i suoi amici.

La storia di Giobbe ci rivela la potenza e la divinità di Cristo mentre illustra le gesta manipolatorie del diavolo. Satana ha brandito il tempo, invocato le malattie (Giobbe 1:16–19; 2:7), e anche influenzato gli amici di Giobbe per spingerlo a maledire Dio. Come fece con Giobbe, il diavolo passa giorni, notti e perfino anni cercando di farci rinnegare Dio nei nostri momenti di dolore e angoscia. Puoi vedere un parallelo alla situazione di Giobbe nella tua vita?

E Davide, un uomo di Dio? In tutto il libro dei Salmi, Davide riconosce le sue prove, nemici, dolori e lotte. Ma conclude comunque i Salmi dichiarando la fedeltà di Dio e riconoscendo che la sua vita è una testimonianza vivente dell’amore di Dio per l’umanità.

Abbiamo tutti perso persone care, lavoro, beni materiali o relazioni. Ma ti incoraggio ad avere un atteggiamento mentale positivo e aperto e scegliere di vedere la mano di Dio in tutto ciò che avviene nella tua vita. Possiamo perdere qualsiasi cosa o anche tutto. Ma serviamo un Dio potente che è in grado di riportarci alla sua gloria quando non siamo all’altezza e ci sentiamo impotenti.

Questa settimana, studieremo come l’amore di Dio trascende il dolore vissuto attraverso le persone e gli eventi che perdiamo nella nostra vita. Egli ha un piano che si manifesta quando gli diamo il nostro livello di lode più profondo; quando ringraziamo Dio durante le nostre prove e ci fidiamo di lui quando siamo tentati di perdere la speranza.

Domenica

LOGOS

Speranza per le perdite della vita

di Gordon S. Jones, Houston, Texas, USA

Matteo 5:4

La vita è piena di perdite

Dalla caduta, le nostre famiglie sono state colpite da ogni sorta di perdita: le nostre relazioni romantiche finiscono, i membri della nostra famiglia muoiono, i nostri amici si trasferiscono lontano, siamo licenziati dal nostro lavoro e le nostre diagnosi mediche frantumano il nostro senso di forza e vitalità. Anche se potremmo vivere le perdite collettivamente, gli effetti sono strettamente personali. Piangiamo tutti le nostre perdite. Questo tipo di angoscia è la reazione naturale al lutto. Il modo in cui il dolore ci colpisce dipende da tante cose, incluso il tipo di perdita che abbiamo sofferto, la nostra educazione, le nostre convinzioni o religioni, la nostra età, le nostre relazioni e la nostra salute fisica e mentale. Affrontare una perdita è una delle cose più difficili e dei periodi più difficili nella vita di una persona. Gli effetti fisici, emotivi, psicologici e spirituali possono essere schiaccianti e possono portare a sentimenti di impotenza, paura e isolamento. Durante questa stagione di dolore, Satana cercherà ogni opportunità per cercare di portare noi o le nostre famiglie in schiavitù permanente.

Tuttavia, mentre il dolore deve essere espresso, contrariamente a quanto si pensi, non esiste una tabella di marcia o un processo distinto per farsi strada attraverso il dolore. Il dolore è complicato quanto il peccato stesso. Ci sono anche molti altri fattori che influenzano il modo in cui ci addoloriamo: norme culturali e pratiche religiose a volte dettano il modo in cui esprimiamo il dolore. Ma a prescindere dalle dinamiche, questo processo è estremamente importante perché ci permette di essere liberati dal legame che avevamo con la persona, oggetto o esperienza che abbiamo perso e di rientrare in una nuova normalità. Naturalmente soffriremo un lutto perché Dio ci ha creato con un istinto di autoconservazione. Ma il lutto sano dà una direzione al nostro dolore. Parlando del tema di perdere una persona cara, Paolo dice, «Fratelli, non vogliamo che siate nell’ignoranza riguardo a quelli che dormono, affinché non siate tristi come gli altri che non hanno speranza» (1 Tessalonicesi 4:13). In maniera eccellente, l’apostolo Paolo affronta simultaneamente il dolore e la speranza. Senza dubbio, i credenti cristiani possono affrontare ogni sorta di perdita con la speranza. La speranza è immersa nella promessa del nostro Signore Gesù che quelli che sono afflitti saranno consolati (Matteo 5:4).

Crediamo che Dio, nel suo grande amore per la sua creazione, abbia rivelato risposte ad alcune delle questioni più grandi che affronteremo. Questa consapevolezza ci può aiutare ad affrontare meglio tutte le perdite della vita. Possiamo trovare grande conforto nella conoscenza descritta nelle sezioni seguenti.

Non possiamo prevenire le perdite nella nostra vita, ma non dobbiamo affrontarle da soli

Nota attentamente che Paolo non affermava che non dovremmo essere tristi per le nostre perdite. È normale e sano piangere quando attraversiamo un lutto. Tuttavia, non è forse confortante sapere che non siamo costretti a crogiolarci nel nostro dolore da soli? «Il Signore concede a chi è afflitto una grazia particolare, e la sua potenza tocca i cuori e salva gli uomini. Il suo amore apre una breccia negli animi travagliati e rappresenta un balsamo per coloro che non hanno speranza».[1] Quelli che credono e comprendono veramente la Bibbia possono rivendicarne le promesse con fiducia (es., Salmi 147:3; 2 Corinzi 1:3, 4). Possiamo dare il nostro dolore a Dio perché egli ci ama e non siamo mai soli.

Il dolore delle nostre perdite è grave, ma il senso è dolce

L’impatto comportamentale, fisico e psicologico di ogni perdita può essere così intenso da sembrare come un peso che ci schiaccia e ci succhia via la vita stessa. Non abbiamo solo bisogno di speranza, abbiamo bisogno di aiuto. Paolo ci garantisce che riceveremo un aiuto. Scrive, «mediante la consolazione con la quale siamo noi stessi da Dio consolati, possiamo consolare quelli che si trovano in qualunque afflizione» (2 Corinzi 1:4). Nel suo libro Blessings, Mary Craig scrive: «Il valore della sofferenza non si trova nel dolore. . . Ma in ciò che chi soffre ne fa. . . È nella tristezza che scopriamo le cose che hanno davvero importanza; nella tristezza che scopriamo noi stessi».[2] E concretamente, la nostra tristezza ci fa entrare in una nuova comunità, una comunità di consolatori. I migliori consolatori sono quelli che hanno provato la consolazione in prima persona.

Un giorno la sofferenza e la tristezza finiranno

Una delle cose più difficili da accettare durante lo stadio iniziale del lutto è che il dolore fisico ed emotivo se ne possa andare. E non importa quante perdite abbiamo vissuto, attraverseremo ogni volta questi sentimenti ed emozioni. La realtà è che in questa vita non saremo mai completamente in grado di affrontare le perdite perché non siamo stati creati per questo. Il dolore, la sofferenza, la perdita e perfino la morte sono tutti intrusi; erano possibili ma non necessari. Non hanno mai fatto parte del piano di Dio. Tuttavia, il nostro cuore non sia turbato. La Bibbia preannuncia un futuro in cui Dio «asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate» (Apocalisse 21:4).

Rispondi

  1. Quale perdita categorizzeresti come la più dolorosa da sopportare?
  2. In che modo una perdita personale ha rivelato che le promesse di Dio sono sincere?
  3. Come sei stato in grado di trovare un senso alla tua perdita?
  4. Un giorno la nostra tristezza sarà trasformata in gioia. Puoi immaginarti come sarà?

[1] Ellen G. White, Il manifesto di Gesù, p.21

[2] Mary Craig, Blessings (London: Hodder and Stoughton, 1979), pp. 133–144.

Lunedì

TESTIMONIANZA

Prescrizioni per quando la perdita porta tristezza

di Dawn Forde Murphy, Weirsdale, Florida, USA

Salmi 147:3

«Siete pieni di tristezza oggi? Volgete i vostri occhi al Sole della giustizia. Non cercate di regolare tutte le difficoltà, ma voltatevi verso la luce, verso il trono di Dio. Cosa vedrete lì? L’arcobaleno del patto, la promessa vivente di Dio. Sotto c’è il propiziatorio, e chiunque si avvalga della misericordia che è stata offerta e assume i meriti della vita e morte di Cristo, ha nell’arcobaleno del patto la garanzia di accettazione presso il Padre fino a che il trono di Dio perdura. . .

Mettete la vostra mano nella mano di Cristo. Ci sono difficoltà da vincere, ma gli angeli che si distinguono per la forza coopereranno con il popolo di Dio».[1]

«Lasciamoci attrarre sempre più da ciò che è divino affinché Dio ci permetta di respirare l’atmosfera del cielo e quando le prove arriveranno improvvise, potremo facilmente rivolgere il nostro pensiero a Dio con la stessa spontaneità con cui il fiore si orienta verso il sole. Presentate a Dio le necessità, le gioie, le tristezze, le preoccupazioni e i timori che provate, perché nulla lo potrà stancare o infastidire. Egli non è affatto insensibile alle necessità dei propri figli. . . Presentategli tutto ciò che vi rende perplessi, perché niente è troppo gravoso per colui che sostiene il mondo e regna su tutto l’universo. Non esiste pensiero che turbi la nostra pace che egli non noti; per il Signore tutta la nostra vita è come un libro aperto e nessun problema è troppo difficile da risolvere. Ogni disgrazia che colpisce il più piccolo dei suoi figli, ogni preoccupazione che ci tormenta, ogni gioia che proviamo, ogni preghiera sincera è immediatamente considerata con interesse dal nostro Padre. . . I rapporti fra Dio e ogni individuo sono personali e intimi, come se sulla terra non ci fosse nessun altro da aiutare, come se suo Figlio fosse morto solo per quella persona».[2]

Rispondi

  1. Basandoti sui consigli sopra, quali sono i componenti chiave che facilitano la resilienza durante l’avversità e i periodi di perdita?
  2. Dato che tutte le famiglie hanno problemi, in che modo le famiglie ordinarie affrontano i problemi della perdita? Condividi la tua esperienza.
  3. In che modo la tua chiesa può aiutare le persone che stanno affrontando perdite significative? Condividi le tue idee con il tuo pastore.

[1] Ellen G. White, Mind, Character, and Personality, vol. 2, p. 462.

[2] Ellen G. White, La via migliore, pp.100-101

Martedì

EVIDENZA

Il supremo prende il posto

di Tamra Clarke, Leesburg, Florida, USA

Filippesi 3:8

Paolo inflisse un colpo epocale a una percezione ebraica fondamentale durante un sermone a Filippi. Per generazioni avevano creduto che gli uomini che osservavano la circoncisione fisica avessero diritto a un’aureola proverbiale. Abbandonando la semplice istruzione di Dio di circoncidere il prepuzio del loro cuore e di lasciare a Dio un accesso senza ostacoli, rifiutavano la circoncisione spirituale. Paolo chiarì che «la circoncisione» comprendeva quelli che offrono lode per mezzo dello Spirito, gioiscono in Gesù Cristo e si affidano completamente a lui (Filippesi 3:3). Sfrontatamente, rivelò la sua litania di vanti pre-conversione:

«Circonciso l’ottavo giorno»: secondo il comando di Dio (Genesi 17:12).

«Della razza d’Israele»: un discendente diretto del patriarca Abraamo (Romani 11:1).

«Della tribù di Beniamino»: la tribù del primo re d’Israele, Saul (1 Samuele 9:1, 2).

«Ebreo figlio di Ebrei»: un albero genealogico perfetto (Deuteronomio 14:2).

«Fariseo»: un pilastro esemplare come custode delle leggi e tradizioni di Mosè (Atti 23:6).

Anche se aveva creduto di essere pronto per la traslazione, l’epifania sulla strada per Damasco provocò una circoncisione spirituale, e Paolo non stimava più quelle cose (Filippesi 3:8). La parola greca per perdita, zēmian,[1] fu usata anche in Atti 27:21 per riferirsi alla perdita vissuta navigando da Creta. Tutti i beni che aveva come prigioniero, Paolo li considerava «come perdita in paragone alla conoscenza di Cristo, come i marinai considerano i loro beni di cui devono liberarsi in paragone alla loro vita. Per quanto possano essere di valore, sono disposti a gettare tutto in mare per salvarsi».[2]

Dopo la sua conversione, Paolo tornò a predicare a Tarso (Galati 1:21). La sua famiglia farisea avrebbe provato vergogna osservando l’ex modello perfetto di fariseismo che interagiva con gli incirconcisi. Quindi la chiamata di Paolo ai Gentili probabilmente accelerò la perdita della maggior parte dei suoi legami familiari.

Anche un’esistenza illustre diventa skubalon,[3] greco per «spazzatura». In questa, la sua unica occorrenza nel Nuovo Testamento, «nessun linguaggio poteva esprimere un senso più profondo di impotenza di tutto quello che i vantaggi esterni possono conferire riguardo la salvezza».[4] Cristo è supremo, e ogni altra persona e cosa deve essere al secondo posto distante.

Rispondi

Se le cose che alla fine considereremo perdite non sono cattive di per sé, qual è il vero dilemma?

[1] The KJV New Testament Greek Lexicon. Strong’s number 2209.

[2] Albert Barnes, “Philippians 3:8,” Notes on the Bible, 1834,http://www.sacred-texts.com/bib/cmt/barnes/index.htm.

[3] The KJV New Testament Greek Lexicon. Strong’s number 4657.

[4] William R. Nicoll,“The Good the Enemy of the Best,” Expositor’s Dictionary of Texts.

Mercoledì

COME FARE

Trovare la vita dopo una perdita

di Jillian Haughton, Orlando, Florida, USA

Salmi 30:5; Proverbi 4:7; Giovanni 10:10

Quando Dio creò la prima famiglia, il suo piano era che vivessero un’unione piena di amore e felicità. L’idea che il dolore e la perdita sarebbero diventati parte di quell’unione non era un concetto che egli desiderava per loro né per ogni altra famiglia da lì in poi. La Parola di Dio dice che egli desidera che abbiamo una vita abbondante! Purtroppo, il peccato spesso è emerso e ha disturbato quel piano. Abbiamo visto il dazio che il peccato ha imposto sull’unità familiare. Le famiglie hanno vissuto una perdita di fiducia, fede, comunicazione e anche la perdita di persone care. Come possiamo imparare come attraversare queste perdite e cercare di vivere nell’abbondanza di gioia che Dio intendeva? Ecco un paio di raccomandazioni per trovare la vita dopo una perdita:

Cerca comprensione (Proverbi 4:7). Quando pensiamo di aver perso qualcosa, spesso il nostro pensiero successivo è capire dove possiamo trovarlo. Iniziamo a rivangare la nostra mente per ricordare dove eravamo l’ultima volta che l’avevamo. Spesso succede la stessa cosa quando perdiamo certe parti di una relazione che condividiamo con un membro della famiglia. Cerchiamo di ricordare quando era l’ultima volta in cui ci siamo fidati di loro e come possono ripristinare quella fiducia.

Quando perdiamo qualcosa che per noi ha valore, iniziamo a ripercorrere i nostri passi, cercando disperatamente di ritrovare ciò che abbiamo perso. Cerchiamo sotto i cuscini, nelle tasche dei pantaloni; a volte facciamo anche un viaggio lungo per cercare nel parcheggio dove eravamo ore prima. È simile quando recuperiamo una relazione importante. Dobbiamo cercare dove eravamo quando abbiamo perso quella caratteristica essenziale. Dio vuole restaurare le nostre relazioni familiari, e se cerchiamo onestamente il suo aiuto nell’imparare come trovare ciò che è perduto, egli è disposto ad aiutarci.

Cerca la Parola. Dio promette che non metterebbe mai su di noi più di quello che possiamo sopportare. Non c’è dubbio che quando attraversiamo la perdita nella nostra famiglia, non importa di che tipo, egli ci darà una via per tornare nuovamente a essere integri. Nella Bibbia, possiamo leggere storie di famiglie che vissero perdite ed esempi più grandi della loro vittoria sulle perdite grazie a Cristo. Le storie di Lazzaro, Giuseppe e i suoi fratelli e Mosè e la sua famiglia ci insegnano come, attraverso la fede, l’amore e il perdono, Dio risana le famiglie in un periodo in cui ne hanno più bisogno. La Parola di Dio è un libro aperto di istruzioni per guidarci all’integrità.

Rispondi

  1. Perché pensi che la comprensione sia una parte così importante nel guarire la perdita nelle relazioni?
  2. Quali altri esempi biblici ti vengono in mente di famiglie che hanno superato un qualche tipo di perdita?

Giovedì

OPINIONE

Perdita di libertà

di Opal Leighvard, Orlando, Florida, USA

Luca 16:13; Romani 6:16

Alla creazione, l’umanità ha ricevuto la capacità di ragionare, analizzare e scegliere a chi o cosa ubbidire, rendendoci a questo modo servi di Dio o dell’uomo (Luca 16:13). Anche le aree più piccole in cui scegliamo di essere ubbidienti ci rendono servi positivamente o negativamente. È in questo modo che il cervello sviluppa un’abitudine.

I neuroscienziati hanno scoperto che le decisioni e i comportamenti che creano le abitudini avvengono in due parti diverse del cervello. Quando i comportamenti diventano automatici, la parte del cervello che prende le decisioni in pratica si addormenta, creando così un’abitudine. Attraverso una serie di micro-decisioni, costruiamo abitudini e creiamo «catene» con un lato o l’altro, ripetendo quelle decisioni così spesso che il cervello va in automatico, scegliendo la libertà o la schiavitù. Gesù in Luca 16:13 avverte che nessuno può servire due padroni. Quando costruiamo delle abitudini, stiamo scegliendo chi serviremo. Questo servizio potrebbe non sembrare ovvio agli altri; ma Dio guarda il nostro cuore e, o siamo legati a lui con corde d’amore, o siamo in combutta con il maligno, abbandonando la nostra libertà con ogni scelta sbagliata.

La perdita della libertà potrebbe manifestarsi in modi diversi. Le scelte relazionali mediocri possono portare a una perdita di fiducia; abitudini alimentari sbagliate possono portare a una perdita di salute; e decisioni amministrative carenti possono portare a una perdita di risorse (naturali, finanziarie e/o umane). Anche se inizialmente potrebbe sembrare che queste perdite non abbiano grandi conseguenze, hanno come risultato una perdita della nostra libertà. Questa perdita di libertà crea un divario tra noi e Dio ed è in diretta opposizione alla sua volontà. Allo stesso modo, quando Eva toccò, consumò e condivise il frutto, fu creata una divisione familiare che poteva essere restaurata solo attraverso il massimo sacrificio nella famiglia. Attraverso la separazione e la perdita, il sentimento di colpa e riconoscere le proprie mancanze è un dono che viene dal nostro Padre amorevole e dal suo Spirito (Salmi 32:1–5). È attraverso questo dono che siamo in grado di ravvederci onestamente e affidarci alla sua potenza redentiva che ci riporta alla giustizia. Lo Spirito Santo di Dio è come una lente attraverso cui possiamo vedere dove non siamo all’altezza della gloria di Dio, il primo passo verso la restaurazione.

Rispondi

  1. Come il peccato fa parte di questo mondo, lo stesso vale per la perdita di libertà spirituale e fisica. Cosa possiamo fare per identificare quando le decisioni più piccole stanno creando una separazione tra noi e Dio?
  2. Una volta che abbiamo identificato le nostre mancanze, quali sono i passi successivi per la restaurazione?

Venerdì

ESPLORAZIONE

Reagire

di Paul Clarke, Orlando, Florida, USA

Luca 23:46

CONCLUSIONE

Tutti viviamo la perdita in modi diversi, e dobbiamo tutti trovare modi per reagire alle nostre perdite. Mentre la perdita di un caro, soprattutto in circostanze tragiche, può essere tra le più difficili da affrontare, non possiamo minimizzare l’effetto che hanno anche le altre perdite. Un bambino i cui genitori si separano vive una perdita, come qualcuno che perde i propri mezzi di sostentamento con un licenziamento. Anche la perdita della propria casa attraverso il trasferimento forzato e la perdita di libertà attraverso l’incarcerazione o la disabilità a causa di un incidente o di una malattia possono essere devastanti. E dato che in questa vita siamo obbligati ad attraversare alcune perdite, dobbiamo essere preparati e attrezzati per affrontarle in un modo che porterà guarigione. Gesù solleverà i tuoi pesi. Quindi anche se una perdita potrebbe farti sentire come se Dio ti avesse abbandonato, questo è il momento per pregare incessantemente, restare in contatto e in armonia con il tuo Padre celeste e sapere che egli ti supporterà sempre, ora e per l’eternità.

PROVA A

  • Trovare modi per sfogare il dolore, come piangere. Piangere non è una debolezza, anche Gesù pianse.
  • Contattare un membro della famiglia di cui ti fidi, un amico, il tuo pastore o un terapeuta per parlare del tuo dolore.
  • Andare da uno psicologo quando provi disagio nel parlare con gli altri.
  • Pregare per altri che forse stanno attraversando una perdita simile alla tua.
  • Contattare qualcuno che ha bisogno del tuo aiuto.
  • Tenere una preghiera nel tuo cuore come fece Gesù mentre soffriva sulla croce quanto parlò con suo Padre (Luca 23:46).

CONSULTA

– Il nocciolo della questione, su https://uicca.it/sds-201902/#il-nocciolo, lezione 9.

– Ellen G. White, Le parabole, cap. 14, «Dio ascolta le preghiere».

– Larry Yeagley, Life After Loss, Review and Herald®, 1986; Heartache and Healing, TEACH Services Inc., 2012.

LEZIONI PER GIOVANI (18-35 ANNI)

LEZIONI E MANUALI PER ANIMATORI IN ALTRE LINGUE

Autore: MAG, MIB, Dip. comunicazioni